Gelato e igiene
Il gelato contiene zuccheri, proteine, grassi, sali minerali, che sono dispersi in una notevole quantità di acqua (mai meno del 60%) ed è inoltre ben saturo di aria. Questo lo rende un terreno ideale per lo sviluppo dei batteri, che pur essendo inattivi perché ibernati dalle basse temperature di conservazione, al crescere della temperatura possono riprodursi velocemente.
Per questa ragione la legislazione italiana tollera una carica batterica non superiore ai centomila germi per grammo, ma in ogni caso deve essere assente il bacterium coli.
PER UN CONO SICURO AL 100%
Anche a livello artigianale le condizioni di lavorazione sono sempre tali da non fare correre rischi al consumatore. E' preferibile però evitare alcune situazioni poco sicure soprattutto se il gelato è destinato ad un bambino.
1) Evitare i predosati, cioè i coni erogati dalle macchinette. Infatti sono tenuti a temperature fredde ma non freddissime, senza contare che nella bocchetta non pulita bene resta sempre un po' di gelato e questo, al caldo, può sviluppare dei microbi che finiscono nel gelato venduto dopo.
2) Occhio alle palette. E' bene stare alla larga dai bar che sembrano sporchi, dove il gelato sfuso è raccolto con una sola paletta, tenuta magari in un bicchiere di acqua dal colore indefinito.
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