Storia del gelato
Il gelato ha origini antiche e controverse con storie e leggende che si intrecciano.
La refrigerazione di sostanze dolci e succhi di frutta era praticata fin dall'antichità da diversi popoli, soprattutto in Asia Minore, ma anche presso i babilonesi,
gli egizi e i romani.
I Cinesi conoscevano l'arte di preparare bevande e dolci ghiacciati già prima della nascita di Cristo. Persino nella Bibbia si parla di gelati, infatti un passo
afferma che Isacco offri ad Abramo latte di capra misto a neve, perché "il sole è ardente e così puoi rinfrescarti".
E anche gli arabi mescolavano la neve ai succhi di frutta creando lo "Sherbeth", da cui prende il nome il moderno sorbetto, che portarono anche in Sicilia.
L'invenzione del gelato viene anche attribuita, senza fondamenti plausibili, al toscano Bernardo Buontalenti intorno al XVI secolo.
Fu sempre un'italiana, Caterina de' Medici, moglie di Enrico II di Francia, a rendere famosi i gelati italiani, in particolare quelli siciliani, fra cui spicca anche la
famosa "cassata". Li introdusse presso la corte di Parigi nel 1533 per sbalordire gli ospiti dei fastosi banchetti.
Verso il 1650 un cuoco francese alla Corte di re Carlo I d'Inghilterra ideò il gelato alla crema, con latte o panna. Il sovrano lo apprezzò moltissimo e fu tanto
geloso dell'invenzione che per assicurarsi l'esclusiva diede un vitalizio al cuoco affinché mantenesse il segreto della ricetta.
Un altro italiano, un personaggio divenuto famoso a proposito del gelato, è il siciliano Francesco Procopio, cuoco palermitano emigrato a Parigi dove ebbe
anche il merito di fondare il più antico caffè della capitale, "Le Procope". Procopio utilizzò il commercio della neve dell'Etna che era una attività storicamente
rilevante in Sicilia. E' ricordato anche per aver perfezionato le tecniche produttive del sorbetto e del gelato.
Questo miglioramento decretò il successo del gelato nella Parigi di Luigi XVI. In questo modo e per suo merito, il gelato acquistò celebrità e nel XVII secolo si
diffuse prima in tutta Europa e poi anche nel resto del mondo, differenziandosi nei gusti e nelle forme.
A proposito di forme, la leggenda narra che il primo cono gelato da passeggio vide la luce a Saint Louis, negli Stati Uniti, nel caldo luglio del 1904, in
occasione di una importante fiera mondiale. Un gelataio che aveva terminato i recipienti di carta utilizzò allora come contenitori le cialde che erano vendute da
un banchetto accanto al suo. Un altro italiano, l'immigrato Italo Marchiony, depositò in seguito l'idea del cono presso l'ufficio brevetti americano di New
York.
Arrivando ai giorni nostri fu Angelo Motta, pioniere dell'industria dolciaria, che nel 1948 ebbe l'intuizione di far nascere il primo gelato confezionato, il
"Mottarello", un gelato all'italiana, gusto fiordilatte da mangiare comodamente grazie allo stecco.
La guerra era appena finita e sembrava una cosa impensabile un boom, infatti per tutti gli anni '50 il consumo pro capite restò sui 250 grammi a testa. Ma
quest'invenzione fu fondamentale perché costrinse anche altre aziende a cimentarsi nella stessa impresa e suscitò la curiosità generale.
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